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Muffins al cocco per gli intolleranti al lattosio

Muffins al cocco


Muffins al cocco

Muffins al cocco per le persone intolleranti al lattosio

Muffins al cocco prodotti con olio, latte, acqua di cocco e polpa di cocco disidratato.

Questi muffins, a differenza di quelli al cioccolato,  possono essere mangiati dalle persone che hanno problemi con il lattosio.

La preparazione di questi dolci è veloce richiede al massimo un ora.

I muffins al cocco si possono preparare nella forma tradizionale o come torta.




Ingredienti

Farina di frumento 85  g

Fecola di patate  15 g

Uova 1

Olio di cocco 50 g

Latte di cocco 200 g  vedi la ricetta della preparazione casalinga 

Cocco disidratato 50 g

Acqua di cocco 100 g

Lievito per dolci 2 cucchiaini

Zucchero (non necessario)  30 g




Preparazione

Reidratare 50 g cocco disidratato in 100 g di latte di cocco e 100 g di acqua di cocco.

Una volta reidratato circa 30 minuti, in un contenitore mettere la farina di frumento setacciata, la fecola di patate, l’olio di cocco, l’uovo ed il lievito

Mescolare bene il tutto in modo da ottenere un crema omogenea.

Aggiungere il cocco reidratato e mescolare in modo energico.

La crema ottenuta può essere messa nelle classiche forme per i muffins oppure in una teglia da torta che dovrà essere unta con olio ed infarinata.

Mettere nel forno pre riscaldato a 200 gradi per 5 minuti, poi abbassare la temperatura a 180 gradi.

I muffins al cocco possono essere aromatizzati con estratto di vaniglia o di arancio oppure con un poco di limoncello o rum 

All’impasto dei muffins al cocco si può aggiungere, nel finale a piacere del cacao e delle gocce di cioccolato.

Il calcolo dei vari componenti presi da tabelle nutrizionali ci indicano che le calorie totali sono kcal 1657 di cui

23 g di proteine, 135 di lipidi e 99 g di carboidrati, il peso totale è per 6 muffin di 90 g circa, paria a 277 kcal per muffin.

 

 

NB  Il testo italiano non è perfetto perché è stato adattato a Google Traduttore e Balabolka.

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American Heart Association e l’olio di cocco

American Heart Association



American Heart Association e l’olio di cocco

American Heart Association considera l’olio di cocco un grasso saturo nocivo alla salute.

 

American Heart Association il 15 giugno 2017 scrive un post intitolato

Sostituire i grassi saturi con i grassi sani (polinsaturi) potrebbe ridurre i rischi vascolari. 

Nell’articolo del sito dell’American Heart Association Rachel Johnson, Ph.D., RD,  professore di nutrizione presso l’Università del Vermont, dichiara:

“Inoltre, la sostituzione di grassi saturi con grassi polinsaturi riduce l’incidenza di malattie cardiovascolari”.

poi

“Questo importante documento, riafferma la prova scientifica che il grasso saturo aumenta il colesterolo LDL, causa principale di aterosclerosi”.

Frank Sacks, M.D professore di prevenzione delle malattie cardiovascolari, del Dipartimento della Nutrizione, presso la Harvard School of Public Health, dice

“la gente credere ad informazioni non supportate dalla scienza”.

Questa affermazione, è riferita soprattutto allolio di cocco, ed accusa, giornali, televisioni e produttori d’ingannare i consumatori sulle proprietà benefiche di questo alimento.

Sacks dice inoltre che, l’olio di cocco, ha una percentuale dell 82 % di grassi saturi,  e gli studi (senza dare un link di riferimento) dimostrano che aumenta LDL, il colesterolo “cattivo” come il burro, grasso di manzo o di olio di palma olio di canola.

 




Bisogna sapere che :

  1. Non ci sono prove significative che i grassi saturi della dieta aumentato rischio di CHD, la malattia coronarica, e CVD,l’ ictus e le malattie cardiovascolari.
  2. L’olio di cocco vergine (VCO) non contiene i grassi saturi, come quelli del burro, formaggio o bistecca, ma sono trigliceridi a media catena (MCT)  che sono acidi grassi di media lunghezza e sono metabolizzati in modo diverso rispetto ai trigliceridi a catena lunga (LCT) degli altri alimenti.
  3. I MCT sono rapidamente ripartiti e assorbiti nel corpo, li troviamo anche nelle mandorle, nel burro e nell’olio di palma.
  4. I trigliceridi a catena media (MCT) sono tipi di acidi grassi contenenti 6-12 atomi di carbonio. In questi acidi grassi troviamo “acido caproico” (C6), “acido caprilico” (C8), “acido caprico” (C10) e “acido laurico” (C12). L’olio di cocco contiene tutti e quattro i tipi di MCT, oltre a una piccola quantità di LCT.
  5. I grassi saturi dell’olio di cocco (VCO) possono aumentare “il colesterolo buono”,HDL,  nel corpo e contribuire a convertire il “colesterolo cattivo”, LDL.                                         .                                                                       
  6. Abbiamo uno studio sull’olio di cocco e suoi potenziali effetti cardio protettivi.
  7. In uno altro studio su 40 donne, leggiamo che l’olio di cocco riduce il colesterolo totale LDL, aumentando HDL rispetto all’olio di soia.
  8. Esperimenti sui ratti mostrano che l’olio di cocco vergine riduce i trigliceridi, colesterolo totale e LDL, aumenta HDL e migliora fattori della coagulazione del sangue ed è un antiossidante.
  9. L’olio di cocco riduce il grasso addominale ed ha un azione cardio protettiva
  10. Nell’isola di Tokelau e Pukapuka gli abitanti hanno una dieta a base di grassi saturi provenienti dalla noce di cocco 60%. La malattia vascolare è rara, in entrambe le popolazioni e non vi è alcuna evidenza nell’elevata assunzione di grassi saturi che possa presentare un effetto dannoso per queste popolazioni.
  11. Studi fatti sulla popolazione dello Sri Lanka, non forniscono prove che,il consumo di prodotti a base di cocco aumentano la mortalità a causa di malattie cardiovascolari.                                                                         L’olio di cocco, anche se ricco di acidi grassi saturi, in confronto all’olio di girasole, quando è utilizzato in cucina per 2 anni non ha modificato i fattori di rischio e gli eventi cardiovascolari correlati ai lipidi.

Conclusioni

Tutte le 11 affermazioni scritte hanno prove scientifiche. (vedi fonte)

L’olio di cocco è molto studiato a livello scientifico, il sito NCBI The National Center for Biotechnology Information riporta oltre 220 studi scientifici alla voce “coconut oil cardiovascular”.

Le affermazioni che non vi sono studi scientifici, sono smentite.

L’articolo apparso su American Heart Association invece, non porta alcuna bibliografia, ma da ampio spazio al farmaco statina, senza citare le controindicazioni (miopatia , restrizioni da parte della FDA per la Simvastatina 80 mg  e tossicità epatica con aumento delle transaminasi.)  

Gli organi d’informazione,  riportano le affermazioni dell’articolo dell’ American Heart Association senza verificare se sono o non sono vere, promuovono una stampa intimidatoria verso l’ignaro consumatore e causano una pubblicità negativa nei confronti dei produttori di olio di cocco. 

Il consumatore deve anche sapere che, l’olio di cocco, essendo un prodotto naturale, non può essere registrato come farmaco, non è riproducibile di sintesi e quindi è un prodotto scomodo per le industrie farmaceutiche.



Fonte

 

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Olio di cocco e salute

Olio di cocco



Olio di cocco e salute

Olio di cocco e Alzheimer 

Olio di cocco si estrae dalla noce di cocco.

La noce di cocco e l’olio di cocco sono alimenti esotici, nel mondo occidentale vengono consumati principalmente da persone che hanno problemi di salute per preparare alimenti o per preparare prodotti di bellezza. 

In alcune parti del mondo, la noce di cocco e l’olio di cocco sono alimenti di uso comune 

Le popolazione Tokelau, che vivono nel Pacifico del sud, ottengono il 60% delle loro calorie, mangiando noci di cocco e sono i più grandi consumatori grassi saturi del mondo.

Queste popolazioni non hanno malattie cardiache e godono di ottima salute.

Un altro esempio di una popolazione che mangia molte noci di cocco, con un eccellete salute sono i Kitavans.

Questo popolo ha una dieta a base di carboidrati, grassi saturi e solo un 10% di proteine dal pesce, ma paradossalmente, non aumentano diventano obesi.

L’olio di cocco è uno dei pochi alimenti che si può definire“superfood” anche se, la sua composizione è quella di un alimento a mono componente.

Infatti non troviamo proteine e carboidrati, ma solo grassi 93,33 % di cui  86,6 % di questi, sono saturi, per un totale di 867 kcal per 100 grammi di prodotto.Questi grassi, sino a poco tempo fa demonizzati, hanno però rilevato proprietà medicinali.

La maggior parte degli acidi grassi, nella dieta, sono acidi grassi a catena lunga, ma gli acidi grassi a media catena dell’olio di cocco vengono metabolizzati in modo diverso, non sono i grassi saturi che si trovano nei formaggi o nella carni.

Nuovi dati mostrano che i grassi saturi dell’olio di cocco sono per lo più inoffensivi.

 

Molti studi con centinaia di migliaia di persone non hanno trovato alcun legame con le malattie cardiache.

L’olio di cocco contene “Trigliceridi Medium Chain” (MCTs), acidi grassi di media lunghezza.

Questi grassi vengono utilizzati come una fonte di energia rapida o trasformati in cosiddetti chetoni, che possono avere effetti terapeutici sui disturbi cerebrali come l’epilessia e l’Alzheimer.

Gli acidi grassi dell’ olio di cocco possono aumentare la funzione cerebrale nei pazienti di Alzheimer.

Nel morbo di Alzheimer pazienti, sembra che ci sia una ridotta capacità di utilizzare i carboidrati per l’energia in alcune parti del cervello.

I ricercatori ipotizzano che i chetoni possano fornire una fonte di energia alternativa per queste cellule del mal funzionanti del cervello e ridurre i sintomi del morbo di Alzheimer.

 




Studi sostengono questi trigliceridi, a media catena, possono essere potenziali integratori alimentari per la malattia di Alzheimer.

Il consumo di trigliceridi a catena media, ha portato ad un miglioramento immediato alle funzionalità celebrali in pazienti con lievi forme di Alzheimer.

Studi dimostrano che gli acidi grassi del olio di cocco possono aumentare i livelli ematici dei chetoni, l’energia per le cellule del cervello dei malati di Alzheimer alleviandone i sintomi.

L’olio di cocco è usato anche per diminuire il senso di fame, per dimagrire, il suo uso è utile per ridurre il colesterolo e viene usato anche come cosmetico.

 



 

Fonte

USDA 

The American Journal of Clinical Nutrition    

The American Journal of Clinical Nutrition 

NCBI 

NCBI  

NCBI 

NCBI 

Science Direct 

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