Nutrizione

Un alimento vivo, lo yogurt

alimento vivo



Lo yogurt è un alimento vivo.

Lo yogurt che mangiamo è vivo?

 

La fermentazione è un processo naturale che, molte volte, crea nuovi alimenti, tra questi i derivati del latte i formaggi e lo yogurt.

Nei tempi antichi i popoli nomadi conservavano il latte in contenitori ricavati dalla pelle o dallo stomaco dell’animale.

Il latte, era di vacca o pecora o capra o cammella e fermentava a causa delle condizioni ambientali e delle contaminazione da microrganismi.

Questa fermentazione trasformava il latte originale in yogurt che si conservava più a lungo nel tempo.

Lo yogurt è un “alimento vivo” , regolarizza l’intestino e l’umore, è un alimento TOP,  è un derivato del latte per opera di due bacilli Streptococcus termophilus e Lactobacillus bulgaricus.

Questi bacilli scindono il lattosio in acido lattico e glucosio, quindi il prodotto finale, non dovrebbe dare problemi d’intolleranza al lattosio, ma purtroppo, molte persone accusano i sintomi d’intolleranza.

L’intolleranza può essere causata che la maggior parte dei prodotti in commercio non sono “yogurt vivi”, ma il latte ha iniziato la fermentazione, ma non l’ha portata a termine.

Oppure potrebbe essere causata dal fatto che nel latte o nello yogurt è stato aggiunto lattosio per correggere il sapore.

Molto spesso le aziende aggiungono altri bacilli, zucchero, frutta e il contenuto di lattosio rimane di 3,2 -3,3 g per 100 g di prodotto.



Il nostro yogurt è “vivo”?

Lo yogurt che comperiamo è quindi un alimento TOP?

Come possiamo sapere se lo yogurt che compriamo è o non è un alimento vivo?

La risposte è che nel caso specifico dello yogurt, per essere “vivo”, deve sapersi riprodurre.

Quindi, per sapere se lo yogurt è “vivo” facciamo questo esperimento.

Acquistiamo una confezione di yogurt al naturale, che “dovrebbe” essere il prodotto della fermentazione di latte intero con Streptococcus termophilus e Lactobacillus bulgaricus,

Questo è lo “yogurt campione” e verificheremo se veramente è “vivo”. 

L’esperimento

Acquistiamo un litro di latte fresco intero biologico.

Il nostro “yogurt campione” non deve essere freddo, quindi teniamolo a temperatura ambiente.

Scaldiamo il latte, in un contenitore d’acciaio o di vetro sino alla temperatura di 35° – 40°  (95° – 104°F)

Se usiamo latte intero crudo appena munto, non pastorizzato, dobbiamo portarlo ad ebollizione per 2 minuti, poi lo lasciamo raffreddare sino a 37 ° C ( 98,6° F)

Versiamo nel litro di latte, il contenuto del vasetto di “yogurt campione” mescoliamo e mettiamo il nostro latte e yogurt in forno spento con la luce accesa, per un giorno, la temperatura sarà di circa 35° – 37° C (95 – 98,6° F)

Dopo 24 ore possiamo trovare un liquido non cremoso di sapore acido, questo dimostra che lo “yogurt campione”, non è un alimento vivo, non è riuscito a riprodurre yogurt, ha solo creato del latte acido.

E’ un buon dessert, ma non può essere considerato un “superalimento” e contiene ancora lattosio.

Se invece, nel contenitore, troviamo uno yogurt cremoso, consistente ed acido, simile al “yogurt campione”, questo dimostra che il prodotto acquistato è un alimento vivo.

Abbiamo riprodotto lo yogurt e il contenuto di lattosio è irrilevante perché durante la trasformazione si è trasformato in acido lattico.

Difficilmente dallo yogurt che abbiamo riprodotto, riusciremo a produrre un nuovo yogurt simile al primo.

 

Fermentazione e lattosio

Lo yogurt così preparato non deve dare problemi d’intolleranza.

Se si dovessero verificare dei sintomi come mal di pancia, flatulenza o dissenteria, vuol dire che il tempo della fermentazione è stato troppo breve.

Il lattosio non è stato completamente scisso in acido lattico e glucosio, questo processo avviene anche nel Parmigiano Reggiano DOP .

Come consumare lo yogurt vivo

Per consumare lo yogurt dobbiamo seguire le istruzioni del post  combinazioni alimentari dove vengono spiegati alcuni accorgimenti per assumere al meglio un’alimento con potere farmacologico e questo vale anche per lo “yogurt vivo”.

Lo “yogurt vivo” dovrà essere associato ad alimenti, che hanno il potere di diminuire l’acidità dello stomaco che può interferire sull’attività dello Lactobacillus bulgaricus e dello Streptococcus termophilus,

Mangeremo questo “yogurt vivo” con fiocchi d’avena, ricchi in amido aggiungendo olio di cocco o cocco grattugiato, ricchi in grassi e ad alimenti ricchi in FOS come zucchero di cocco o la banana.

Lo “yogurt vivo” è un alimento da consumarsi possibilmente a digiuno.

Nel pomeriggio, dopo le 3 – 4  ore dal pranzo, è un ottimo spuntino

Lo yogurt industriale viene spesso commercializzato aggiungendo altri probiotici Lactobacillus acidophilus, Bifido bacterium bifidum, Lactobacillus casei, Lactobacillus lactis. che sopportano meglio l’acidità dello stomaco e si riproducono nell’intestino.

 



 

 

@DrTraverso   titolare del  Copyright 2018

Fonte

Disclaimer

www.treccani.i